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Achille Lauro è il superuomo del nostro tempo?

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Achille Lauro (foto fonte web)

Nei primi anni del novecento, prendeva piede in europa uno dei concetti più significativi dell’epoca, l’oltreuomo teorizzato dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. In Italia, questa concezione filosofica viene proposta in maniera soggettiva dal poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio, trasformando l’oltreuomo nietzschiano in un superuomo, il quale andando al di là delle leggi e dei codici morali del tempo e attraverso una vita fatta di sfarzi, lusso e potenza, andando sempre alla ricerca del nuovo e dello sconvolgente, si propone di ricreare un nuovo tipo di societá. Ecco, proprio su quest’ultimo punto vorrei soffermarmi per cercare di parlare di uno degli artisti italiani che sembra rispecchiare in maniera molto fedele il concetto di superuomo teorizzato da D’annunzio, Achille Lauro. Come i personaggi d’annunziani, Achille Lauro è un esteta, una persona che vive d’arte, attratto dall’innovazione e si pone come obiettivo quello di sconvolgere la realtà che lo circonda. Questi concetti si notano in diversi elementi della musica proposta da Lauro, a cominciare dall’estetica, fatta di tatuaggi, vestiti firmati, occhiali da donna e smalto, richiamando così la cultura punk degli anni ’70 ed unendola alla musica più contemporanea, la quale non si limita solo alla ben nota trap ma andando anche ad esplorare e mescolarla ad altri generi come la tecno o riprendendo suoni tipici dei paesi del Sud America come si vede nell’album dell’anno scorso “Pour l’amour”. Ma la pulsazione estetica dell’artista romano non si ferma qui, infatti non è solo la ricerca continua di nuove sonorità o l’effetto visivo proposto ma anche nei testi vi è una vera e propria ricerca del bello, menzionando auto da corsa, gioielli o vestiti costosi, dei veri e propri slanci vitalistici che cercano di rompere ogni tipo di convenzione. Tra i versi più caratteristici dei personaggi di D’Annunzio vi è la caduta dell’esteta per mano di una “femme fatale” la stessa cosa succede in Achille Lauro, come si può notare in “Penelope”, “Cenerentola” o altre liriche che vedono il nostro eroe cedere per amore. Detto ciò, possiamo considerare a tutti gli effetti Achille Lauro come il superuomo della nostra epoca? Possiamo definirlo un erede dei vari Andrea Sperelli, Giorgio Aurispa e tanti altri?