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Caldo torrido a maggio, cosa dobbiamo aspettarci?

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Macchia mediterranea bruciata dopo l’incendio del 18 maggio 2022 (foto di M.Ricci)

Il caldo repentino ed eccessivo di questo mese e gli incendi che già incominciano a manifestarsi con allarmante anticipo ci spingono a porci delle domande e a cercare di capire cosa ci aspetta nei prossimi giorni.

Il caldo intenso di questo maggio alquanto anomalo sta manifestando criticità non ancora colmate, se non ancora comprese, da parte delle autorità preposte; i primi incendi di quest’anno sono arrivati tra aprile e maggio e non basta l’ormai scontata e ipocrita locuzione di “incendio doloso” a giustificare carenze e mancanze istituzionali, enti che stentano ancora a capire che il cambio climatico ormai in atto non può più seguire la prassi burocratica ma necessita di misure immediate e attualizzate alle criticità del momento, a maggior ragione in un contesto così antropizzato come il Parco Nazionale del Vesuvio.

A tal proposito abbiamo intervistato Vincenzo Marasco, sottoufficiale della Marina Militare, attivista del CAI Vesuvio, per chiedere lumi sulla situazione meteo attuale, vista la sua esperienza nel campo della meteorologia vesuviana.

Vincenzo, cosa sta accadendo a questo maggio travestito da luglio?

“Abbiamo effettivamente notato un caldo davvero eccezionale per il periodo ma questo sembra essere nulla a riguardo di quello che ci aspetta entro la metà della settimana prossima. È un vero e proprio stravolgimento atmosferico con termiche da estate inoltrata ma con l’eccezionalità dei valori per il periodo in atto.

Le carte che seguono sono le termiche previste alla quota barica di 850hPa (1.480mt. slm.) per giovedì e quella riferita alle anomalie in quota.”

(Fonte Wetterzendrale.de)

“Questo qui sopra in genere si chiama grafico delle ENS da ensemble e riporta i parametri di 21 spaghi detti run numerici meteorologici; alla base ci sono le precipitazioni, la linea rossa è invece la media stagionale a 30 giorni delle termiche alla quota barica di 850hPa (1.480mt. slm.).

L’insieme di sopra sono gli “spaghetti”, così come li chiamiamo noi appassionati del tema, assemblati riportano il valore previsionale delle termiche alla quota di riferimento. Da notare quanto si scosterebbero verso l’alto, dalla linea rossa della media, dalla prima metà della prossima settimana, bene, quella è tutta anomalia positiva e arriverebbe, secondo questi calcoli, a circa 10/12° oltre la media quindi, se la media è 13° (giorno e notte) durante il giorno arriverebbe anche a 25/26°. A 1.480 metri di quota significa che al suolo nelle zone interne si andrebbero a toccare i 35/36° se non anche di più.”

E pioggia niente?

“C’è da sperare tra stasera e domenica ma da lunedì in poi il nulla assoluto e, se gira il libeccio, dovremo davvero stare attenti perché un minimo principio di incendio potrebbe mutare in un qualcosa di molto pericoloso.”