Home Cultura archeologia Casa Hirta, una visita a Casertavecchia

Casa Hirta, una visita a Casertavecchia

375

Casertavecchia è oggi solo una frazione di Caserta ma è in realtà la cittadina che le ha dato il nome. Scopriamo insieme la sua storia e i suoi scorci con una passeggiata virtuale.

L’originaria “Casa Hirta il cui nome significava villaggio impervio era proprio questo piccolo borgo arroccato sui monti Tifatini. Di origine longobarda, e probabilmente  esistente già intorno all’800, ha avuto un storia ricca di avvenimenti e anche fu sede vescovile.

Avvicinamento a Casertavecchia da via della pineta

La strada per Casahirta

Per raggiungere Casertavecchia la strada più frequentata è quella che sale da Casolla e gira intorno al Monte Serrone. In pochi minuti, percorsi i suoi tornanti, ci si ritrova sotto le mura del castello senza quasi accorgersene. Per godere a pieno dell’itinerario consigliamo invece di raggiungerla dall’alto, attraverso la strada che salendo da San Leucio costeggia il Monte Baccalà.

Dopo aver attraversato un tratto in forra la strada diventa molto panoramica prima a nord verso Castel Morrone e la piana del fiume Volturno e poi appena imboccata via della Pineta si può godere di tutto il panorama che si apre verso sud sulle città di Caserta e Maddaloni e si conclude con l’imponente Monte Somma da cui fa capolino il gran cono del Vesuvio, in questi giorni entrambi innevati.

Imboccata via della pineta si può ammirare tutta la piana fino al Monte Somma e Vesuvio innevati

Percorso il primo tratto di strada, appena svoltata la prima curva, da lontano inizia ad apparire anche Casertavecchia. Man mano si offre sempre di più alla vista fino a che la si può vedere tutta insieme, lassù arroccata sul monte Virgo, dove su tutto svettano la Cattedrale e i resti del Castello.

Casertavecchia, da qui si capisce anche il nome originario “Casa hirta”

Avvicinandosi sempre di più si iniziano a scorgere meglio i dettagli e, ad un certo punto, la si fiancheggia per un lungo tratto di strada quasi alla stessa quota con tutto il fianco della cattedrale che si offre alla vista. Dopo qualche altro centinaio di metri eccoci a Casa Hirta.

La storia di Casertavecchia

Questo piccolo borgo collinare ebbe notevole importanza nell’epoca delle invasioni saracene poiché divenne rifugio sicuro per tutta la popolazione e il clero delle piane circostanti che si trasferirono  all’interno della sua cinta muraria, protetta dal possente castello longobardo eretto nell’anno 861.

Il massimo splendore fu raggiunto in epoca normanno sveva, quando fu anche costruita la cattedrale intitolata all’arcangelo Michele sorta probabilmente su una precedente chiesetta longobarda. Questa è realizzata in tufo grigio casertano con dettagli che richiamano le architetture arabe normanne della Sicilia i cui esempi a noi più vicini sono quelli di Amalfi, Ravello, Salerno.

Passati i secoli bui, scossi da guerre, invasioni, scaramucce tra parenti per il controllo dei diversi feudi della zona, l’importanza del borgo iniziò a decadere intorno al XV secolo quando in pianura iniziò a nascere il villaggio Torre, sorto intorno al palazzo della famiglia Della Ratta (de La Rath) i feudatari che avevano ricevuto il feudo da Roberto d’Angiò agli inizi del XIV secolo.

Restava però ancora una importante sede vescovile e nel XVII secolo la cattedrale fu totalmente rimaneggiata e così stucchi e decorazioni presero il posto degli antichi affreschi medievali di cui restano solo poche tracce.

Nel corso del restauro del 1926 furono rimosse tutte le superfetazioni barocche la chiesa riacquistò l’originario aspetto romanico. Solo la prima cappella a sinistra intitolata alla Madonna del Rosario, fu mantenuta nel suo aspetto barocco.

Altare della cappella del Rosario, l’unica cappella barocca non rimossa dal restaturo.
Dettaglio dell’altare della cappella del Rosario

Il villaggio in pianura crebbe sempre di più contribuendo allo spopolamento di Casahirta ma il colpo di grazia definitivo si ebbe con la fondazione della immensa Reggia borbonica e la nascita ufficiale della odierna città di Caserta. Questa prese per se il toponimo originario della cittadina medioevale che da allora è conosciuta come Casertavecchia e nel 1842 fu trasferita in pianura anche la sede vescovile.

Persa così ogni importanza strategica, amministrativa e religiosa la cittadina è oggi un piccolo borgo dal notevole interesse storico artistico che richiama numerosi visitatori e turisti attratti dal fascino delle sue stradine che richiamano atmosfere medioevali di circa un millennio fa.

Via Federico II che arriva in piazza del vescovado, in fondo il campanile della cattedrale