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Ercolano, si apre uno spiraglio per via Castelluccio

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Via Novelle Castelluccio (foto di C.Teodonno)

Ci sono momenti in cui devi dare atto a chi hai avversato per anni per la propria inadempienza che finalmente qualcosa di buono pare abbia fatto. Lungi dal mollare la presa ma per onestà intellettuale dobbiamo rimarcare un primo passo importante che dovrebbe andare verso la riqualificazione delle Lave Novelle ad Ercolano.

Ci troviamo in Contrada Novelle Castelluccio in quel di Ercolano ed entro i confini del Parco Nazionale del Vesuvio, più precisamente in via Castelluccio, strada che collega San Sebastiano al quartiere di San Vito, luogo tristemente noto per l’alto indice di neoplasie adducibili all’inquinamento ambientale.

Chiamarla strada è ovviamente un eufemismo per le condizioni in cui versa il manto stradale e per l’enormità di rifiuti che stanziano lungo il suo tragitto. Un luogo circondato da discariche storiche come l’Ammendola e Formisano ma anche altre meno conosciute ma altrettanto letali come la Fiengo, Cava Montone, Cava Formicola ed altre ancora dalla paternità certa od orfane come le ha definite il ministro Costa, lì il rifiuto è ormai stratificato come in una millefoglie e resta uno dei luoghi più inquinati del parco.

In questo contesto allucinante degno di uno scenario post nucleare si apre però un piccolo ma importante spiraglio ed è quello che scopriamo di persona riscontrando che, per la prima volta da quando ci interessiamo delle sorti di via Castelluccio, e lo facciamo da almeno un decennio, si è effettivamente intervenuti in quel luogo, raccogliendo per la caratterizzazione l’enorme massa di rifiuti superficiali che, dai margini stratificati della strada, ormai ne invadevano la carreggiata.

Abbiamo interpellato sia Giuliana Di Fiore, assessore all’ambiente del comune vesuviano, che Michele Maddaloni, responsabile della Città Metropolitana per il Parco Nazionale del Vesuvio i quali ci hanno assicurato che questo sarà un primo passo per la riqualificazione di quell’area. Al momento, ad affrontare le spese, è stato il comune di Ercolano, affidando ad una ditta terza la raccolta di quei rifiuti da avviare alla caratterizzazione come indifferenziati ma a nostro avviso in buona parte risultano essere speciali e pericolosi come eternit, guaine di asfalto e pneumatici.

Ieri il Ministro Costa, nella sede del Parco, ha annunziato lo stanziamento di 12 milioni per la bonifica del territorio di Ercolano e questo lascia ben sperare anche per via Castelluccio ma la cifra, per quanto considerevole, si spera sia sufficiente per affrontare in maniera seria il disastro ambientale di Ercolano e delle sue discariche. Resta inoltre da affrontare la problematica di chi continua a scaricare in quei luoghi, ancora oggetto di scempio; a tal proposito la Di Fiore ci assicura che le telecamere del sistema di videosorveglianza comunale sono attive per vigilare il territorio in questione mentre non sono ancora state messe in funzione quelle del parco.

Resta comunque aperta la questione di via Filaro impervia stradina che porta alle spalle dell’Amendola e Formisano, questo viottolo di campagna è terra di nessuno e lo scarico selvaggio è costante ed inesorabile ed indica che la strada della normalizzazione è ancora lunga da seguire.

Noi saremo ancora lì per verificare il reale adempimento di questi intenti perché non è solo nella deontologia di un giornalista farlo ma è vitale per noi che viviamo e amiamo questi luoghi.