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Grande Progetto Vesuvio: una svolta per il Parco?

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Presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano, alla presenza di Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente, del presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, e del presidente-amministratore delegato di Sogesid, Enrico Biscaglia, è stato presentato il “Grande Progetto Vesuvio”.

Il progetto fu annunciato a margine del secondo maxi incendio che ha devastato il Vesuvio in due anni consecutivi, quello di Luglio 2017, e fu detto che avrebbe riguardato la bonifica di tutte le discariche in area Parco: un obiettivo per il quale anche il Consiglio Direttivo si disse pronto a battagliare.

Il “masterplan” presentato, però, sembra vertere principalmente sul ripristino di vecchi sentieri e sull’apertura di ciclovie, ippovie e installazioni “simboliche” chiamate porte dei parchi.

Opere che potrebbero tornare utili per il rilancio del Vesuvio, ma comunque accessorie perchè la maggiore criticità resta la spazzatura, presente in area Parco in tutti i comuni che ne fanno parte (ad eccezione di Boscoreale, che ha una porzione piccolissima), con depositi di materiali tossici e pericolosi che vengono incendiati a ogni ora del giorno e della notte.

Quanto al sentiero per i disabili immediatamente cantierabile, annunciato con soddisfazione dal Ministro dell’Ambiente Costa, che dovrebbe essere quello in località Piana Tonda a Terzigno, non rappresenta una novità: si tratta di un sentiero vecchio, smantellato in passato perchè divenuto in poco tempo inadatto ad essere percorso a causa dell’azione degli agenti atmosferici e dei vandali.

Il pericolo, dunque, è che si sprechi denaro, invece di indirizzare le risorse dove è più utile, impiegando saggiamente i circa 9 milioni di euro messi a disposizione dall’Ente con l’obiettivo primario di difendere la salute umana e l’ambiente.

Nel segno di un’autentica svolta, inoltre, il Parco dovrebbe aprirsi al civismo e al mondo delle associazioni, istituendo le consulte previste dal regolamento e andando a colmare un’evidente anomalia: ad oggi, purtroppo, continua a mancare il dialogo con alcuni ambientalisti e cittadini attivi, non è chiaro per quale ragione. Le consulte avrebbero una funzione utilissima, cioè quella di indirizzare l’Ente ad intervenire sulle criticità e ad impiegare le risorse in maniera saggia.