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I Monti Lattari offesi dai rifiuti

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Rifiuti nella Valle dei Mulini a Gragnano
Rifiuti nella Valle dei Mulini a Gragnano

Le vie d’accesso al Parco Regionale dei Monti Lattari sono invase da rifiuti d’ogni genere. La segnalazione delle associazioni ambientaliste e la lentezza degli interventi delle autorità competenti.

Fare escursionismo alle nostre latitudini è cosa ardua, e questo anche per la scarsa considerazione che riscuote il trekking, là dove prevale più l’interesse che la tutela dell’ambiente e dove gode più considerazione un cacciatore/bracconiere che un ambientalista; questo in luoghi dove è ancora inconcepibile la fruizione di un luogo per il semplice diletto e non per un esplicito guadagno che non sia la caccia o la raccolta.

Per il fatto stesso poi che i nostri contesti naturali siano tanto belli quanto precari, c’è bisogno di qualcuno che seriamente decida di prendersi carico delle loro sorti; qualcuno con una reale cognizione di causa quale solo il mondo dell’escursionismo può offrire. Esistono però due tipi di escursionisti, quelli che guardano e passano, voltando ipocritamente lo sguardo altrove, e quelli che, non potendo farne a meno, per indole e cultura, decidono di prendersi cura di quel contesto che tanto amano e frequentano.

È il caso questo che ha coinvolto due associazioni attive sul territorio regionale: Primaurora e il CAI/TAM (Club Alpino Italiano/Tutela Ambiente Montano). Durante una delle tante escursioni organizzate dalle due associazioni, che da tempo collaborano per la tutela ambientale, sono stati riscontrati numerosi sversamenti illeciti in un’area di notevole pregio storico e naturalistico quale la Valle dei Mulini nel comune di Gragnano. Gli sversamenti indicano che le zone in questione, inquadrabili nei contesti delle carrabili di via del Presepe, via Forma e sulle sponde del torrente Vernotico (segnato sulle mappe come “Fosso di Gragnano”), sono un abituale luogo di scarico di rifiuti di vario genere e pericolosità ma dove prevale quello edile ed ingombrante come guaina d’asfalto ma anche elettrodomestici e copertoni.

Le due associazioni si sono fatte carico di una segnalazione protocollata presso il Parco Regionale dei Monti Lattari, il Comune di Gragnano e presso le stazioni dei Carabinieri Forestali di competenza. La segnalazione, inviata in data 29/01/2020 ha sortito l’unico effetto di una raccolta sommaria del rifiuto “tal quale” ivi presente e con l’aggravante del fatto che il grosso degli scarichi è ancora lì e che si sono potuti riscontrare, in data 07/02/2020, nuovi sversamenti, a riprova che non solo bisogna rimuovere i rifiuti ma far sì che non ne vengano sversati altri.

Area interessata dagli sversamenti illeciti (A) inclusa nella SIC (colore verde) da GE

Far tutto ciò non è cosa semplice, ce ne rendiamo conto, soprattutto quando non esiste la reale volontà di agire contro chi deposita in maniera illecita quei rifiuti, ma bisognerebbe capire, una volta per tutte, che è molto meglio prevenire che curare,  soprattutto costa meno della rimozione dei rifiuti stessi, quando questo viene realmente fatto. Andrebbe compreso tutto ciò, soprattutto quando si pretende di tutelare un contesto prossimo a quello di un parco regionale e incluso in un’area SIC (Sito di Interesse Comunitario – Rete Natura 2000) e quando si vorrebbe dare slancio ad un territorio votato al turismo e alle tipicità enogastronomiche.

Restiamo quindi in attesa di provvedimenti più seri e che permettano una sana fruizione del territorio e un suo meritato sviluppo, compatibile con il già fragile e fin troppo antropizzato ecosistema.