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Intervista a Ciro Teodonno: un prof prestato al giornalismo

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foto dell’ intervistato Ciro Teodonno (foto di Antonio Di Marzo)

Per rompere il ghiaccio partirei con una domanda banale; com’è nata la passione per il giornalismo?

“Allora posso dirti che è nata per caso nel senso che io “schifavo” i giornalisti, nel senso che avevo sempre avuto l’impressione che fossero delle persone prezzolate comunque persone che non capissero realmente l’impegno e la responsabilità che contempla essere giornalisti. Per caso mi sono trovato ad esserlo; io nasco come escursionista e facendo le escursioni riscontravo delle problematiche ambientali e mi ritrovai a commentare alcuni articoli che secondo me non davano completamente l’idea di quello che stesse succedendo al livello ambientale in ambito vesuviano e commentando commentando fui notato dal direttore generale del Mediano (dell’epoca), a cui piacquero le mie idee e da qui nacque una collaborazione durata una decina d’ anni. Quindi il tutto è nato per caso.”

Ma siccome lei è un professore dell’ITC L. Pacioli, com’ è nata quest’altra passione?

“La passione dell’insegnamento? Questa è nata meno per caso, nel senso che non è stata una vocazione ma è stata voluta, nel senso che come ogni ragazzo molto spesso, a 18, 19 anni quando ci si iscrive all’università lo si fa senza grandi convinzioni, dopo qualche tentennamento, ho deciso di fare lingue perché mi piaceva ed era molto semplice fare “acchiappanza” con le ragazze straniere, e decisi di fare lingue, una volta messa la testa al proprio posto poiché conobbi mia moglie, la quale era già insegnante, mi appassionai all’insegnamento ed ho vincolato tutti i miei studi per insegnare le discipline che stavo studiando. Nello stesso giorno della laurea, ho iniziato a studiare per i concorsi e già lavoravo, non grazie al concorso, ma con dei progetti per l’insegnamento dello spagnolo.”

Ma ritornando alla carriera giornalistica, a che età ha deciso di intraprendere questa strada?

“Tardi, in realtà abbastanza tardi diciamo che si è trasformato in una necessità civica, notavo delle cose sbagliate, cose che non mi piacevano e manifestavo questo mio dissenso prima come commentatore come detto prima poi come collaboratore del Mediano, e dopo 2 anni praticantato sono riuscito a prendere il brevetto di giornalista e ho continuato a fare il giornalista attivista dato che le mie tematiche riguardano principalmente fatti vesuviani. È diventata una necessita di sopravvivenza fare il giornalista per me poiché non essendo un lavoro ben remunerato è diventata una militanza dato che sono riuscito a dire la mia e talvolta smuovere le acque.”

Sicuramente tra tutti i suoi articoli ce ne sarà uno del quale ne andrà più fiero?

“Sai spesso le persone tendono ad innamorarsi di ciò che fanno e a volte è sbagliato. Io sono molto legato ad alcuni articoli soprattutto quelli che mi hanno creato dei problemi, articoli per i quali mi sono procurato una denuncia, anche se quest’ultima è stata archiviata per mancanza di prove, ma sono legato perché agendo in un certo modo riesci a colpire nel segno, e quindi come dicevo nella precedente domanda smuovere le acque…

A questo sono molto legato, ma forse sono legato di più non ad un articolo in particolare ma ad una serie di articoli ovvero quelli dove entro in contatto con le passioni delle persone, questi tipi di articoli mi gratificano molto, perché non solo mi fanno riportare quello che accade realmente, ma anche per quanto riguarda le emozioni e le passini trasmesse da quelle persone.”

Dai suoi articoli emerge una forte presenza di citazioni alle fonti, perché? Lei è a conoscenza del fatto che molti giornali importanti tralasciano questo dettaglio importantissimo?

“Si lo so, la fonte è fondamentale, io credo che sia basilare che un giornalista, nel limite del possibile si rechi sul luogo della notizia, questo purtroppo grazie anche all’evoluzione in negativo dell’informazione online si sta perdendo ma spesso anche i giornali cartacei sono vittime di questo cattivo uso dell’informazione, nel senso che un giornalista non è più fonte diretta delle informazioni, poiché prende informazioni di 1°, 2° e a volte anche di 3° mano se non oltre, quindi molti giornali online non fanno altro che prendere le notizie di altri, nel migliore dei casi citandoli, nel peggiore dei casi facendo un vero e proprio plagio, le fonti sono fondamentali, oggi è possibile utilizzare dei link non solo per dare una fonte ma anche per allargare il discorso cosicché si possa approfondire l’argomento. Ripeto, il discorso delle fonti è fondamentale anche perché io posso dire qualsiasi cosa, anche le stesse immagini non possono essere prese a casaccio dalla rete per un fatto di onestà e di rispetto della proprietà intellettuale e per non rubare il lavoro altrui.

di Cristiano  Giovanni Pompeo e di Antonio Di Marzo