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Maniac, la serie tv di Netflix che “mette in crisi” il telespettatore

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fonte foto: netflix.com

Dal 21 settembre è presente su Netflix la miniserie tv “Maniac”.  La storia trae ispirazione da una serie televisiva norvegese con lo stesso titolo in onda nel 2014.
Il motivo principale per cui la serie ha suscitato tanta attenzione da parte degli utenti Netflix è il cast che presenta volti ben noti al mondo dello spettacolo: nel ruolo della protagonista femminile, Annie Landsberg, c’è l’attrice premio Oscar Emma Stone, perfetta sotto ogni aspetto come sempre; ad interpretare il protagonista maschile, Owen, troviamo Jonah Hill (candidato premio Oscar come miglior attore non protagonista per il ruolo di Dannie Azoff in The Wolf of Wall Street e di Peter Brand in L’arte di vincere). Inoltre l’ideatore, regista e anche sceneggiatore è Cary Fukunaga, regista anche dell’adattamento cinematografico di Jane Eyre; ha firmato la sceneggiatura del remake del 2017 di IT e ha già lavorato per Netflix per la sceneggiatura de L’Alienista.
La trama della serie ruota principalmente intorno a una nuova sperimentazione farmaceutica che si propone di far elaborare, accettare e superare i disturbi, i traumi e, in generale, qualsiasi tipo di dolore in tre fasi con l’assunzione di altrettante pasticche.
I due protagonisti, Annie ed Owen, si ritrovano ad entrare a far parte di tale sperimentazione per una serie di problemi personali: Annie è stata abbandonata dalla madre quando era ancora molto giovane e soffre per la morte di sua sorella minore avvenuta in un incidente stradale. La sua scelta di essere una cavia per la sperimentazione deriva dal fatto che lei ha una dipendenza dalla prima pasticca, venduta illegalmente, che ha lo scopo di far rivivere il trauma.
Dalla serie dovrebbe emergere la sua personalità borderline, ma che purtroppo non viene rappresentata in maniera adeguata, tanto che sembra solo che Annie sia incline alla rabbia e particolarmente scontrosa.
Owen invece è affetto da schizofrenia ed si vede come la pecora nera della famiglia la quale quasi si vergogna di lui.
Con la scusa di un viaggio, partecipa alla sperimentazione proprio per risolvere il suo disturbo ed è lì che incontra Annie.
A differenza della personalità borderline di Annie, la sua schizofrenia viene rappresentata piuttosto bene e Jonah entra completamente nel suo personaggio, riuscendo a dare un interpretazione della schizofrenia in maniera molto diversa da quella che spesso di vede sul piccolo e grande schermo. Nonostante Owen non prenda farmaci sembra sempre sotto effetto di questi ed è consapevole dei suoi stati d’animo che cerca di contenere o di affrontare.
Gli episodi si basano su dei viaggi onirici dei due protagonisti generati dalle tre pillole che assumono durante la terapia. In ognuno di essi vi sono riferimenti ai vari eventi della vita di Annie ed Owen, ma sono trasportati in diverse atmosfere come, ad esempio, quella fantasy, quella noir o quella dello spionaggio governativo.
Naturalmente, ci saranno degli imprevisti che interferiranno con la sperimentazione.
La serie si preannuncia essere molto accattivante, soprattutto durante i primi episodi in cui conosciamo Owen ad Annie ed iniziamo ad intuire le loro backstory, ma questo entusiasmo iniziale man mano si perde quando vengono aggiunte altre storyline come, per esempio, quella dell’ideatore della terapia, il dottor James Mantleray (Justin Theroux), il quale si scopre avere lui stesso traumi non superati. Inoltre, si aggiunge il tema, visto già milioni di volte nella storia del cinema, del computer che sviluppa delle emozioni e crea problemi a chiunque gli sia intorno.
Visivamente, la serie è molto magnetica per le ambientazioni a metà tra il futurismo e gli anni 80 in quanto vengono portate in scena tecnologie moderne riprodotte nel modo in cui nel secolo scorso si immaginava la tecnologia futura, ci sono neon invadenti, dominano le figure geometriche, i pixel e dei colori freddi accostati a colori fluorescenti e caldi. Tutti questi elementi concorrono ad attirare lo spettatore e la bravura di Emma Stone e di Jonah Hill non fa che aumentare il desiderio di continuare a guardare la serie.
Nonostante qualche alto e basso, Maniac merita di entrare nella lista delle serie tv da vedere assolutamente.