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Primaurora, a proposito dell’evento del 5 luglio

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Manifestazione a Quota 1000 del 5 luglio 2020

In seguito al nostro evento svoltosi il 5 Luglio 2020, in ricordo del Grande Incendio del Vesuvio, al quale hanno partecipato, insieme a tanti cittadini, almeno 50 associazioni, abbiamo avuto grandi riscontri anche sui social dove sono arrivati complimenti da ogni dove e si è fatto sentire, sopra ogni cosa, l’entusiasmo di chi ha partecipato, ma anche di chi non è potuto essere presente.

Come spesso avviene, quando avvengono delle cose belle, purtroppo non mancano le critiche di chi, senza pensarci due volte, si sente in diritto di poter parlar male di eventi volti a far rinascere un territorio.

Sia ben chiaro, noi siamo aperti a tutte le critiche, poiché ognuno è libero di pensarla come vuole e di esporre il proprio pensiero, ma siamo ancora più aperti alle critiche costruttive quelle che ci possono aiutare a migliorare. Siamo attenti ma non aperti invece ad insinuazioni gratuite, basate su pregiudizi ed idee personali che, seppur libere di esistere, diventano nel momento in cui vengono esplicate vere e proprie illazioni. Siamo consapevoli che anche quando non c’è niente da criticare le persone possano impegnarsi a fondo, probabilmente sprecando il loro tempo, nel cercare quindi qualcosa da ridire e, quando non esistono fatti reali, passare poi all’inverosimile o alla supposizione generica e non chiaramente esplicata che cerchi semplicemente di mettere ombra su ciò che invece è stato qualcosa di limpido ed aggregante.

Anche se non necessario decidiamo comunque di schiarire la mente malpensante degli insinuatori, in pochi righi ma ben dettagliati.

1. L’evento è stato completamente apolitico, non è stato dato modo a nessun politico di intervenire né fare suo l’evento, in quanto questa giornata appartiene ai soli cittadini (ed alle Istituzioni quando decideranno di renderla ufficiale) ed è e sarà sempre segno del legame profondo con questa Terra, da difendere e tutelare, in ricordo della morte del 2017, speranza ed azione per la Vita che sta venendo e che verrà;

2. L’evento è stato comunicato a tutte le autorità competenti, affidandosi al loro giudizio di sospenderlo, qualora necessario, o di dare precise prescrizioni allo stesso. Non a caso erano presenti diverse volanti della Polizia, che ringraziamo, perché oltre a garantire la sicurezza stradale hanno anche vigilato sul rispetto delle normative anti-Covid, che abbiamo rigorosamente rispettato sia mediante la lettura della temperatura e il censimento di tutti i presenti, sia mediante distanziamento ed uso di protezioni, se necessario;

3. La tammurriata di quota 1000 è stata un’improvvisata, non era in programma e portata avanti da un simpatico gruppo di partecipanti musicisti che si sa, prima di uscire di casa, prendono sempre prima la tammorra e poi tutto il resto, poiché profondamente legati al loro strumento. Il programma prevedeva una lettura di una poesia sul Vesuvio, saltata a causa di alcuni imprevisti dell’artista. Gli amici suonatori hanno voluto così allietare, con dei canti profondamente legati al nostro territorio, un momento di legame con la nostra Montagna. Sono arrivate alcune critiche riguardo la compatibilità di una tammurriata con gli habitat e le specie presenti nella zona A del Parco, dove è tra l’altro presente l’area di smistamento dei turisti prima di salire al Gran Cono. Non siamo esperti ecologi ma possiamo tranquillamente affermare, sulla base delle nostre conoscenze, che una tammurriata di scarsi 10 minuti, fatta in uno spiazzale atto al parcheggio di auto, nel momento più caldo della giornata (e quindi meno adatto per la fauna del luogo), in un area completamente antropizzata dove sono presenti nell’ordine: bancarelle, turisti, pulmini, auto, bar, videocamere, bagni etc. avrà avuto un impatto del tutto irrilevante sugli habitat ivi presenti. Sarebbe bello invece valutare l’impatto sullo stesso luogo delle cose prima elencate, dei concerti jazz, dei famosi bus diesel che prima scorrazzavano (e ci auguriamo non scorrazzino mai più) sulla Matrone e di tutto ciò che avviene poco distante da dove è stata fatta la “LETALE TAMMURRIATA”;

4. La giornata in Ricordo del Grande Incendio del Vesuvio è stata chiesta all’Ente Parco ed al Ministero 6 mesi fa, con la firma di 2000 cittadini e più di 30 associazioni e 2 ordini professionali, avremmo preferito celebrarla anche in presenza delle istituzioni, ma purtroppo queste ultime rimangono ancora silenti alla voce del popolo vesuviano che a volte, anche se si esprime con una tammurriata, altro non fa che gridare il proprio amore e legame per questa terra. Magari fossero tutti come quei 150 fessacchiotti di domenica scorsa, ognuno dei quali probabilmente, ogni giorno, si fa in quattro per tutelare questo territorio ed arginare le mille problematiche da cui è afflitto, problematiche che, ricordiamo, dovrebbero risolvere gli enti competenti, ma che alcuni cittadini hanno imparato a far proprie e prenderle come dovere personale;

5. L’associazione e l’evento stesso prendono le più assolute distanze dalle offese contro il Presidente dell’Ente Parco (mosse tramite vari volantini incollati lungo la via di risalita al Cratere) nelle scorse settimane e ritiene gravissimi questi fatti nei quali l’associazione Primaurora e nessuna delle realtà partecipanti alla giornata in Ricordo del Grande Incendio del Vesuvio è in nessun modo coinvolta.

COMUNICATO STAMPA