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S. Agnello, il mondo dell’ambientalismo dice no al nuovo ospedale

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Ospedale di Sant’Agnello (foto fonte web)

La realizzazione del nuovo Ospedale unico a Sant’Agnello è un grande sbaglio che dimostra ancora una volta l’incapacità di ragionare e pianificare tenendo presente i temi dell’ambiente e delle esigenze del territorio

La firma del Presidente De Luca che dà il via libera alla realizzazione del nuovo ospedale a Sant’Agnello, con un investimento di 65 milioni di euro, non convince gli addetti ai lavori ed è ritenuto un ulteriore danno ambientale e paesaggistico da parte degli ambientalisti.

Costruire un nuovo ospedale a Sant’Agnello comporterà la cancellazione di alcuni agrumeti e quindi ulteriore consumo di suolo e di paesaggio, con la conseguente perdita di appeal turistico, di capacità di assorbimento di CO2 , l’aumento di superfici irradianti e quindi di riscaldamento della troposfera nella zona di sant’Agnello, congestione del traffico stradale verso la cittadina costiera. Esattamente il contrario di quello che deve essere oggi l’approccio al territorio.

Rendering del nuovo Ospedale Unico di Sant’Agnello (foto fonte web)

La Penisola Sorrentina ha attualmente in dotazione un ospedale a Sorrento e uno a vico Equense. Ne aveva anche uno a Sant’Agnello, riconvertito in poliambulatorio e uffici sanitari amministrativi. L’ospedale unico previsto in questa ultima sede, S.Agnello, dovrebbe servire quindi l’utenza delle due coste amalfitana e sorrentina ed il carico di turisti che vengono ospitati. Dovrebbe essere proporzionato come ampiezza a questo numero ingente di utenza, con l’aggravante che è situato in un centro abitato notoriamente congestionato dal traffico e a viabilità impervia per ristrettezza e tortuosità delle strade. Sorgerà quindi un casermone in cemento armato che cancellerà gli agrumeti circostanti e consumerà suolo.

Progetto del Nuovo Ospedale Unico di Sant’Agnello (foto fonte web)

L’alternativa ambientalista è quella della ristrutturazione, l’efficientamento energetico, la modernizzazione delle strutture già esistenti che sembrano ben distribuite sul territorio in senso logistico.

Un’operazione che eviterebbe anche la congestione del traffico con una ripartizione nei diversi plessi ospedalieri dei flussi di pazienti e familiari. Il tutto comporterà un costo inferiore ed eviterà consumo di suolo e paesaggio.

In un decennio, quello attuale, cruciale per salvarci dal disastro del cambiamento climatico e in cui solo una svolta netta, convinta e qualificata sui temi ambientalisti potrà garantirci un futuro degno di essere vissuto, questa scelta del Presidente De Luca va in senso contrario e non è più tollerabile.

La riproposizione, nel 2021, di modelli di sviluppo e di uso del territorio in continuità con quanto si faceva nei decenni della seconda metà del secolo scorso è un grave errore e sa di inadeguatezza a governare una Regione in questo particolare periodo di crisi ambientale, oltre che socio – economica

COMUNICATO STAMPA di “Terra” e “Green Italia”