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Trecase e Boscotrecase scene di ordinaria inciviltà

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Boscotrecase via Fruscio

Ci siamo recati nelle campagne delle due cittadine boschesi per riscontrare, ancora una volta, lo scempio in cui versa quella parte del Parco Nazionale del Vesuvio. LE FOTO

Altro che mondo migliore, altro che far tesoro degli errori del passato, diceva bene chi sosteneva che il vero problema era la normalità, quella che ci ha forse condotto ad punto che sembrava e sembra ancora di non ritorno tra noi e la Natura, e alla fine ci siamo tornati alla normalità, ma con tutte le sue criticità e gli arretrati che ci presentano ora il loro conto.

VIA TIRONE DELLA GUARDIA A TRECASE

Nel nostro viaggio nello squallore vesuviano abbiamo fatto stavolta tappa nel Boschese, là dove gli splendidi vigneti rivaleggiano con composizioni di monnezza che rasentano la forma artistica se non fosse per il carico di male e ipocrisia che comportano.

VIA PISCACANE A TRECASE

Abbiamo già segnalato lo sconforto e la denuncia dei viticoltori locali di fronte all’inciviltà dei conterranei e all’inerzia delle amministrazioni ma ciò non è valso, nei più di due mesi di tempo intercorsi da quell’incontro e l’uscita dalla quarantena, per correre ai ripari. I rifiuti sono ancora lì, dove nessuno li recupererà, giustificati ora dalla contingenza e dove attenderanno lo sviluppo della vegetazione spontanea che ne coprirà la vergogna; altri invece aggiungeranno a quell’immondizia altro rifiuto che invece esalterà il nostro stupido, cieco ed egoistico consumismo.

VIA ARGANO A BOSCOTRECASE

Via Argano e via Fruscio a Boscotrecase sono l’emblema di questa realtà condivisa col resto del Vesuviano, e via Pisacane e via Tirone della Guardia a Trecase no sfigurano di certo in questo contesto da record, quello del primato dell’inciviltà e del menefreghismo.

VIA FRUSCIO A BOSCOTRECASE

Per fortuna sul territorio c’è chi non si arrende, c’è chi ancora denuncia in tutti i modi possibili ciò che per molti o è lecito o è ormai la visione comune e abitudinaria dello scempio vesuviano. I Volontari del Vesuvio, I Falchi del Vesuvio, Primaurora, il CAI, assolvono, spesso nell’anonimato, il loro ruolo civico; sono loro l’unico baluardo tra la Natura e l’inciviltà, tra l’area protetta e un mondo di ciechi, muti e sordi.