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Vesuvio, sigilli a Quota 1000

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Sigilli a Quota 1000 (foto fonte web)

Continua la diatriba tra l’Ente Parco e la comunità vesuviana. Stavolta però non è il mondo del turismo a protestare, non sono più i cittadini a reclamare un panorama e una più agevole fruizione dell’area protetta, ma è il comune di Ercolano che mette i sigilli ai manufatti di Quota 1000.

È notizia delle ultime ore: la Polizia Municipale di Ercolano ha posto sotto sequestro i manufatti istallati nel piazzale di Quota 1000, quelli che precludevano l’ingresso al Gran Cono. I manufatti in questione sono una staccionata, due tornelli e un piccolo fabbricato in legno.

Staccionata e tornelli furono motivo di grande dissapore lo scorso giugno per la loro istallazione e per le restrizioni che queste strutture portavano con sé, quali ad esempio l’aumento del costo del biglietto; il suo mancato rimborso in caso di ritardo; la difficile reperibilità dei biglietti poiché acquistabili solo on-line e per l’assenza di wi-fi presso l’ingresso; ma anche la perdita della gratuità per guide e accompagnatori turistici e la preclusione di uno spazio liberamente fruibile per chi voleva semplicemente godersi lo splendido panorama del Golfo. A ciò si aggiunse il contingentamento che, se pur necessario, riduceva di molto l’afflusso turistico, con grave danno per le entrate dei tour operator e delle Guide Vulcanologiche e conseguenziali abusi come il bagarinaggio e l’accaparramento dei biglietti.

Tali strutture erano state in un primo momento dichiarate come temporanee dalla presidenza del Parco e motivate dalla necessità di arginare il contagio da covid ma evidentemente le cose non stavano così, poiché successivamente il presidente dell’Ente Parco Casillo ha palesato la sua ferma intenzione di renderle permanenti.

Probabilmente per questa ragione e visto e considerato che il Comune di Ercolano aveva dato un permesso temporaneo di 6 mesi per la permanenza di quelle strutture, sono scattati provvedimenti da parte dell’amministrazione della Città degli Scavi. Ad avvalorare la distanza che si sta creando tra l’amministrazione ercolanese e l’Ente Parco ci sono anche le dimissioni dello scorso novembre del sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto dal direttivo e dalla vice-presidenza dell’Ente. Dimissioni presentate per “l’impossibilità di adempiere ai propri compiti per i troppi impegni” ma c’è già chi vocifera che possano esser state cagionate dalla mancata scelta come suo successore al Parco dell’ex consigliere provinciale Michele Maddaloni, scalzato da un politico boschese.