{"id":15055,"date":"2023-03-30T19:37:35","date_gmt":"2023-03-30T17:37:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/?p=15055"},"modified":"2023-03-30T22:15:50","modified_gmt":"2023-03-30T20:15:50","slug":"riflessioni-dal-balcone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/riflessioni-dal-balcone\/","title":{"rendered":"Riflessioni dal balcone"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_15056\" aria-describedby=\"caption-attachment-15056\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/riflessioni-dal-balcone\/dsc02326\/\" rel=\"attachment wp-att-15056\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-15056\" src=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-1024x577.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-1536x865.jpg 1536w, https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-2048x1154.jpg 2048w, https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-746x420.jpg 746w, https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-640x360.jpg 640w, https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC02326-681x384.jpg 681w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15056\" class=\"wp-caption-text\">Caditoia sconnessa (foto di C.Teodonno)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sono trent\u2019anni che vivo nella mia casa e sono trent\u2019anni che m\u2019affaccio dal mio balcone per volgere il mio sguardo sul mondo. Sono trent\u2019anni che, lasciata la casa paterna, vedo tante cose, molte nuove, altre ritornano di tanto in tanto, ed altre ancora si ripetono ciclicamente. Ci\u00f2 che per\u00f2 cade puntualmente ogni anno, pi\u00f9 puntuale delle stagioni, e talvolta pi\u00f9 volte all\u2019anno, sono tre eventi collegati tra loro ovvero la rottura di una caditoia, la perdita dai tubi di diramazione ai contatori dei miei dirimpettai e la perdita con conseguente dissesto del manto stradale sempre nello stesso luogo.<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-15055 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/riflessioni-dal-balcone\/dsc05694\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC05694-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-15058\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-15058'>\n\t\t\t\tInfiltrazione d&#8217;acqua\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/riflessioni-dal-balcone\/dsc05695\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/DSC05695-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-15059\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-15059'>\n\t\t\t\tInfiltrazione d&#8217;acqua, particolare\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Capisco che nelle cose umane non esiste nulla di definitivo o che niente duri in eterno, e non pretendo per questo neanche che la perfezione sia di questo mondo, ma credo che in questi ciclici e puntuali eventi non ci sia solo l\u2019azione degli agenti atmosferici o la consunzione dei materiali e neanche l\u2019usura dovuta al passaggio degli automezzi, ma credo appunto che ci sia qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Credo infatti che tutto ci\u00f2 sia una metafora del contesto in cui vivo e di come qui si affronti la gestione della cosa pubblica.<\/p>\n<p>Se io comune, io sindaco, io assessore, ma anche io impiegato od operaio che sia, faccio ogni anno la stessa riparazione e se c\u2019\u00e8 pure chi puntualmente te la segnala, allora mi porrei qualche problema e questo a meno che tutte le suddette parti in causa non siano a conoscenza del fatto che questo accada o che lo considerino normale se non addirittura conveniente. E non parlo solo di un semplice fatto economico, perch\u00e9 pare evidente che se i dipendenti di un comune intervengono pi\u00f9 volte all\u2019anno per almeno trent\u2019anni, una spesa ci sar\u00e0 pur stata e non da poco, cos\u00ec come lo stesso vale per la riparazione della strada e delle tubature ad opera della GORI e dello stesso comune e questo al netto delle spese fuori bilancio per pagare i danni procurati ai malcapitati automobilisti che l\u00ec vi hanno lasciato pneumatici, sospensioni, braccetti e una fila interminabile di bestemmie che cominciano da Maria Santissima Madre di Dio e terminano con San Silvestro.<\/p>\n<p>Il fatto economico, dicevo, lo do per scontato, l\u00e0 dove \u00e8 normale sperperare soldi pubblici con la scusa che \u201ctutte quante amma camp\u00e0\u201d, ma la cosa che pi\u00f9 mi sconvolge \u00e8 quella che tutto vada avanti ininterrottamente come un moto perpetuo dell\u2019imbecillit\u00e0 dove l\u2019assurdo diviene norma e dove nessuno si scandalizza pi\u00f9 di tanto che ci\u00f2 accada, salvo rimanerci con le proprie ruote dentro perch\u00e9, quando il danno \u00e8 diretto, allora s\u00ec che fa male e svaniscono alibi e attenuanti.<\/p>\n<p>Lo scorso anno quando chiesi ad uno di quegli operai che quagliava alla meno peggio l\u2019alloggio della caditoia, se non fosse possibile fare un lavoro, non dico definitivo, ma che almeno durasse l\u2019arco di un anno, mi vidi rispondere soltanto con un sorrisetto da furbastro e uno sguardo di complicit\u00e0 verso il collega che apparentemente l\u2019aiutava. Il solito pensionato l\u00ec presente, a presidio dell\u2019estemporaneo cantiere, mi rispose: \u201ce chille comme fanno l\u2019anno che vene, nun faticano chi\u00f9?\u201d<\/p>\n<p>Una scena molto simile si \u00e8 prospettata allorquando, al cospetto dell\u2019addetto di un subappalto della GORI, al quale pi\u00f9 per scientifica curiosit\u00e0 che per l\u2019ormai rassegnato senso civico, mi ero permesso di chiedere se c\u2019erano particolari ragioni ambientali o geografiche che spiegassero il continuo ripetersi di quelle perdite e di quei conseguenziali cedimenti. Stavolta, il giovane munito di tablet ad uso macchina fotografica per attestare l\u2019esito della riparazione, mi guarda stranito e mi risponde, tra lo sbalordito e l\u2019infastidito: \u201cnon lo so!\u201d<\/p>\n<p>Ecco, devo imparare a farmi i cazzi miei, perch\u00e9 mai devo sconvolgere il normale ordine delle cose? Che mi entra nella tasca a me, oltre a quello che me ne esce come contribuente? Perch\u00e9 devo fare il rompiscatole nel mostrare ci\u00f2 che \u00e8 ovvio ed \u00e8 davanti agli occhi di tutti? Perch\u00e9 fare l\u2019uccello del malaugurio facendo notare la pericolosit\u00e0, di quello stato delle cose, per la circolazione pubblica? Di chi sar\u00e0 mai la colpa se non della strada stessa, della pioggia, del cambiamento climatico e di chi c\u2019era prima? Allora capisco tutto e capisco che, effettivamente, l\u2019unico grave problema, sono io!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono trent\u2019anni che vivo nella mia casa e sono trent\u2019anni che m\u2019affaccio dal mio balcone per volgere il mio sguardo sul mondo. Sono trent\u2019anni che, lasciata la casa paterna, vedo tante cose, molte nuove, altre ritornano di tanto in tanto, ed altre ancora si ripetono ciclicamente. 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