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Cercola, dubbi sulla staticità dei pini di via Europa

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Dubbi sulla sorte dei pini presenti sull’importante asse viario vesuviano, il taglio delle radici superficiali potrebbe minarne salute e stabilità. L’interrogativo delle associazioni posto alle autorità locali.

Spesso si discute sulla validità delle allerte meteo e sulle disposizioni sindacali in tal senso, spesso e volentieri i cittadini, infuriati più per la chiusura delle scuole che per un reale o presunto pericolo, premono sulle autorità locali assai sensibili più alla loro di opinione di elettori che alle disposizioni prefettizie, sfidando tutti quanti il meteo e la buona sorte. Ma nessuna di queste parti in causa volge però lo sguardo verso i reali protagonisti del problema: gli alberi, ovvero coloro che poi ad ogni singola burrasca rischiano di cader giù o perdono pericolosamente i loro grossi rami a scapito di chi ci si trova sotto. Infatti c’è chi si appella al cambiamento climatico o ad eventi imprevedibili ed eccezionali ma nessuno, o quasi, si occupa delle condizioni in cui versano.

Probabilmente non esistono più i proverbiali pensionati attivi censori dei lavori pubblici, forse ormai fin troppo indaffarati anche loro sui social a diffondere teorie complottiste ma sta di fatto che questi lavori sono probabilmente i maggiori artefici dei danni apportati a quelle essenze arboree che ad ogni tempesta di vento fanno vibrare i polsi dei politici nostrani. È evidente che già in opera di messa in dimora, molti di questi pini sono stati piantati male e in assenza di una vera e propria pianificazione; bastava infatti valutare i danni che le loro radici avrebbero provocato a manto stradale e marciapiedi, ma si sa, col senno di poi tutti sono bravi a sentenziare e quindi, prevedendo tale appunto, mettiamo in luce ciò che oggi vediamo e che oggi mettiamo in evidenza.

Gli attuali lavori in via Europa a Cercola sono di messa in posa di cavi XLPE (Cavi per l’alta tensione con isolamento primario in polietilene reticolato di nuova generazione interrati in sostituzione del precedente elettrodotto in cavo O.F. ovvero ad olio fluido per il raffreddamento) e rientrano quindi nell’importante operazione di interramento della linea aerea. Tali lavori, per quanto di rilevante importanza per l’abbattimento delle radiazioni elettromagnetiche delle linee aeree e per ovvie ragioni paesaggistiche hanno però evidenziato una pratica comune anche ad altri comuni vesuviani, ovvero quella del taglio delle radici superficiali di suddetti alberi.

Va inoltre specificato che i pini hanno sia un fittone unico che va in profondità, sia una serie di corone radicali superficiali che si diffondono orizzontalmente. Non sempre però il fittone, quando non viene danneggiato in fase di messa a dimora o in assenza di altro apparato radicale, riesce a reggere l’intera struttura arborea, talvolta dalle grandi dimensioni e dal peso notevole poiché il fittone viene costretto entro grossi massetti di cemento o messo in condizioni tali di umidità da fornire l’ambiente favorevole per le carie da miceti che provocano la marcescenza della base del pino.

Questo spiegherebbe i crolli improvvisi di alberi anche alla minima folata di vento e a maggior ragione con raffiche molto forti. Per cui sarebbe opportuno valutare bene l’incidenza di tali lavori sui già precari pini.

Per evitare quindi di discutere sulla forma invece che sul contenuto, tre associazioni attive sul territorio vesuviano Primaurora, il CAI/Tutela Ambiente Montano, e Università verde hanno posto l’attenzione sia sullo stato degli alberi, sia sulla reale incidenza dei lavori sulla rispettiva stabilità, segnalando la cosa all’amministrazione cercolese e ai Carabinieri Forestali affinché verifichino il reale stato dei pini di via Europa e si evitino in tal modo le consuete lacrime di coccodrillo.