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Il Sentiero delle Capre e la “Super Neil”, due tesori vesuviani

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Il panorama dal Sentiero delle Capre

Il Sentiero delle Capre e la Variante “Super Neil” sono due sentieri alternativi presenti sul versante occidentale del complesso vulcanico Somma/Vesuvio, due splendidi percorsi mantenuti aperti e fruibili solo grazie alla cura dei volontari.

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Il Sentiero delle Capre prende nome da un progetto messo in atto nel 2002 grazie all’intesa tra l’Ente Parco e la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. L’accordo tra le due istituzioni prevedeva la reintroduzione sperimentale in area parco della capra vesuviana, altrove conosciuta come capra napoletana (Capra hircus) e di un’attinente momento di didattica ambientale che potesse illustrare le fasi dell’allevamento di circa 20 capre. Nello specifico del progetto, messo in atto nel Bosco Molaro (di proprietà dl PNV) in un contesto praticamente creato dagli LSU della cooperativa “Vesuvio Natura e Lavoro”, si voleva valutare la possibilità della diffusione dell’animale, il suo impiego ai fini caseari e un pascolamento più compatibile con l’area protetta, ma anche la possibilità di contenere la crescita abnorme della vegetazione spontanea diffusasi oltremodo soprattutto dopo gli incendi di quegli anni. In verità, vista la natura protetta del territorio, le capre non sono mai state lasciate allo stato brado ma tenute in un recinto dove venivano alimentate con gli sfalci di suddette piante infestanti.

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Ad oggi, di quell’allevamento e di quelle strutture, non rimane più traccia; prima l’incendio del 2010, poi quello devastante del 2017 ridussero in cenere quel che restava dei recinti e degli steccati (ancora parzialmente visibili nel tratto basso del sentiero) ma pare che, prima ancora di questi eventi, le capre fossero state spostate in un recinto elettrificato all’interno della riserva del Tirone dove furono allevate, sempre in via sperimentale, per valutare come queste potessero contenere la propagazione dell’infestante robinia. Le tracce delle caprette si perdono con il loro affidamento definitivo ad un pastore sorrentino allevatore di questo particolare genotipo di capra.

Dopo l’incendio del 2010 il contesto del Bosco Molaro e del sentiero delle Capre fu definitivamente abbandonato dal parco e soltanto grazie all’impegno di alcuni volontari, che lo ripulirono dalla folta vegetazione, fu riaperto nel 2011; da allora è diventato un sentiero fondamentale per raggiungere il Sentiero delle Baracche (il sentiero n°3 del Parco) e congiungere in tal modo la fascia pedemontana tra Massa di Somma e San Sebastiano ed Ercolano con la rete sentieristica vesuviana. Il passaggio e la cura degli escursionisti ha fatto sì che il sentiero rimanesse pulito nel tempo e che non ripiombasse nuovamente nell’oblio.

Il Sentiero delle Capre è spettacolare, e non solo dal punto di vista del panorama, che in cresta si staglia dall’Osservatorio fino al Golfo di Napoli, ma per la contrastiva bellezza della natura vesuviana che va gradualmente dai vigneti di catranesca e dai campi coltivati a pomodorino, fino ai castagneti e i querceti propri del Somma. Le coppie di poiane che nidificano sui costoni dell’ormai chiuso sentiero della Castelluccia, volteggiano, nelle ore più calde, sul sentiero e rendono ancor più vera questa immersione totale nella natura.

Ai tre quarti del Sentiero delle Capre si apre una deviazione che ridiscende a valle, è la cosiddetta Variante Super Neil dal nome di Neil Lawrence, amico inglese del sottoscritto e runner provetto, colui che per primo, in condizioni proibitive, percorse questo sentiero anni orsono. La variante, aperta anch’essa dai volontari, conduce lungo una cresta delimitata da due stretti canaloni (propaggine dei Cognoli di Giacca) che sfumano con questa nel Fosso della Vetrana, proprio là dove c’era l’antica chiesetta distrutta a più riprese dalle eruzioni del 1855 e 1872 e della quale non rimane più traccia. Il percorso è agile e spettacolare perché tra robinie, querce e castagni è possibile intravvedere bellissimi scorci panoramici sul Golfo e sulla lava del 1944. Il Fosso della Vetrana è un lago pietrificato, lava ricoperta dello Stereocaulon vesuvianum superstite all’incendio del 2017, per cui sarebbe bene non attraversarlo per evitare di danneggiare il prezioso lichene.

In un mondo ideale sarebbe bello e opportuno porre una passerella di legno per permettere il passaggio senza alterare più di tanto il prezioso ecosistema e chiudere, in tal modo, un anello escursionistico di tutto rispetto, collegando il Sentiero delle Capre con i sentieri otto e nove del Parco.