La figura di Oreste Sassi nel ricordo di Maurizio Fraissinet

Oreste Sassi (foto fonte web)

Maurizio Fraissinet, già presidente del Parco Nazionale del Vesuvio; ricorda colui che fu il suo vice e Presidente della Comunità del Parco; uno come pochi, di questi tempi, a meritare il ricordo per autorevolezza e dedizione, degne di un uomo delle istituzioni al servizio di ambiente e comunità.

La Redazione

La notizia della scomparsa di Oreste Sassi mi ha raggiunto mentre ero in viaggio e mi ha addolorato moltissimo. Consultando i social dal mio telefonino ho notato con rammarico che nelle varie pagine dedicate al Parco Nazionale del Vesuvio nessuno lo abbia ricordato. Questo aspetto ha incrementato in me il dolore per la sua dipartita.

Trovo sbagliato rinunciare alla memoria storica di quella che è stata la lotta prima, e la conduzione dopo, del Parco Nazionale italiano più difficile da istituire e da mettere in piedi. E Oreste Sassi è stato uno dei protagonisti di quella stagione e come tale va ricordato.

Oreste entrò nel Consiglio Direttivo dell’Ente Parco come rappresentate della Comunità locale. Era stato sindaco di Massa di Somma e in questo ruolo si era impegnato per l’istituzione del Parco. Dopo pochi mesi dalla mia elezione a Presidente dell’Ente Parco divenne il mio Vicepresidente. Abbiamo lavorato insieme quindi per 4 anni e siamo stati sempre, o quasi sempre in sintonia. Era facile trovarsi bene a lavorare con Oreste: era una persona colta, intelligente, simpatica, umile, rispettosa delle istituzioni e come tale sapeva vivere il suo ruolo senza prevaricazioni ma anche con la necessaria convinzione della sua importanza. Mi ha insegnato molto sui meccanismi giuridici del funzionamento della macchina amministrativa, ma anche su come andavano affrontati i tanti problemi, a volte veri e propri “guai”, a cui si andava incontro quasi quotidianamente nella conduzione del Parco.

Insieme abbiamo dialogato con le comunità locali, con gli amministratori, con i funzionari governativi, con il personale dell’Ente cercando sempre di spiegare le ragioni del Parco e di cercare il consenso. Lui era meno integralista di me sulla tutela dell’ambiente e della natura e quindi mi compensava quando io, forse, volevo più di quello che si potesse ottenere per la conservazione della natura dai singoli amministratori, nel contempo, però, mi seguiva e mi spronava quando vedeva che ero convinto ed entusiasta dell’iniziativa che volevo portare a compimento.

Oreste si impegnò molto per contrastare la realizzazione della famigerata discarica nel Parco, a Terzigno. Eravamo soli in quella battaglia. Avevamo contro il Governo con i Ministeri dell’Interno e dell’Ambiente che ci vessavano in tutti i modi, incluso le minacce e gli inganni. Tenemmo duro, studiammo le strategie, discutemmo a lungo su cosa era meglio fare e alla fine vincemmo con la sentenza, direi storica, del Consiglio di Stato in cui si affermava che la questione rifiuti non poteva essere considerata alla stregua delle catastrofi naturali e che, pertanto, l’ordinanza del Ministro degli Interni, in cui si dava al Prefetto poteri straordinari, e quindi il non rispetto dei vincoli del Parco, era da ritenersi illegittima.

Avevamo vinto, eppure in quella circostanza Oreste ed io vivemmo un momento di scontro. Lui criticò il fatto che non enfatizzassi a sufficienza la vittoria sulla stampa e che mantenessi, appunto, un profilo basso. Io ritenevo infatti che, avendo contro grossi pezzi dello Stato, non fosse il caso di provocare più di tanto una loro reazione. Non mi parlò per qualche giorno, poi ci chiarimmo e tornammo al rapporto cordiale e sincero di sempre.

Ho nella mia memoria tanti momenti belli con lui, tante risate, tante emozioni. Il Parco Nazionale del Vesuvio, nel 2000, fu invitato dal Ministero dell’Ambiente a rappresentare l’Italia al congresso mondiale dell’IUCN ad Amman in Giordania. Andammo insieme. Fu un’esperienza bellissima e Oreste si rivelò un fantastico compagno di viaggio.

Caro Oreste, noi vesuviani che amiamo il Vesuvio e il Monte Somma ti siamo grati per il tuo impegno e non ti dimenticheremo.

Maurizio Fraissinet