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Continua l’agonia di Masseria Valente, gli affreschi con San Gennaro persi per sempre?

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Il rudere della Masseria Valente

Masseria Valente, o meglio ’O palazzo ‘e Valente come era denominato da chi lo frequentava anni fa è ciò che resta di un insediamento rurale settecentesco, sorto forse su una più antica costruzione.

Situata nel comune di Pollena Trocchia  proprio ai confini con Cercola e Massa di Somma, era più di una semplice masseria, organizzati intorno a due grandi cortili c’erano un forno, osteria, macello e anche di una cappella pubblica intitolata a San Michele Arcangelo.

Della cappella oggi restano solo il portale di piperno e pochi frammenti delle decorazioni in stucco, qualche cornice, e resti di puttini ai quali sono state asportate le teste.  Il tesoro più importante però ancora (malamente) conservato al suo interno è la scala affrescata con immagini e scene sacre tra le quali spicca San Gennaro nell’atto di proteggere la città di Napoli dall’ennesima eruzione del Vesuvio.

Un nuovo crollo

Purtroppo come più volte segnalato anche su queste pagine tutto ciò sarà presto solo un ricordo poiché da un recente sopralluogo si è potuto appurare che la parte relativa all’androne ha subito un ulteriore crollo facendo perdere quasi del tutto la volta a botte, mettendo a rischio anche il corpo accanto che ospita la scala affrescata che dovrebbe essere ancora salva, ma visto che non è possibile accedervi per verificarne lo stato dobbiamo per forza usare il condizionale.

Quest’ultimo crollo si aggiunge a tutte le ingiurie del tempo che la struttura ha dovuto subire  già a partire da oltre un secolo fa a seguito dei danni subiti a causa delle eruzioni vesuviane, con conseguenti alluvioni e il progressivo  abbandono, con la depredazione dei marmi, statue e delle suppellettili della cappella. Gli affreschi sono rimasti al loro posto però esposti alle offese dei vandali , soprattutto contemporanei.

Gli affreschi in pericolo

Nulla si sa su questi affreschi né di chi li fece realizzare, né sul perché, anche se qualcuno ipotizza che l’edificio abbia avuto anche una destinazione religiosa, né tantomeno sugli autori.  Alcune scene sono poco leggibili ma le volte sono decorate con scene di genere e paesaggi di fantasia, mentre le pareti ospitano alcune figure di santi e frammenti di scene che fanno pensare alla Creazione o forse la  Cacciata dal Paradiso terrestre e al Battesimo di Cristo . Più facilmente riconoscibile è invece la scena che ritrae San Gennaro che protegge dalla furia del Vesuvio.  Tutti gli affreschi però sono ricoperti da una miriade di graffiti soprattutto di epoca recente.

Le altre pareti invece sono ricce di iscrizioni, spesso a matita, che ricordano il passaggio di occasionali visitatori, quali militari, giovani avventurosi e coppie in cerca di intimità, in quello che all’epoca era un edificio già parzialmente abbandonato e “dirupato” come scriveva un visitatore nel 1926.

“Oggi 8 Marzo 1926 giornata di vento impetuoso trovandomi a passeggiare per questi luoghi ho messo per la prima volta piede in questo dirupato edificio. Capecelatro Ferdinando”. Questo graffito ci informa che già all’inizio del secolo scorso l’edificio versava in stato di rudere e che i muri sui quali vi sono questi graffiti furono eretti per rinforzo probabilmente pochi anni prima.

Quale futuro per Masseria Valente?

Purtroppo dobbiamo ripetere ciò che abbiamo scritto già in passato

Gli edifici sono organismi vivi, seguono il corso della loro vita cosi come noi la nostra. Nascono, crescono, vivono momenti di splendore, invecchiano e muoiono, fa parte del ciclo delle cose.

Masseria Valente ormai è in una fase avanzata della vecchiaia.

E’ compito della Società, con le sue istituzioni, preservare e tramandare ai posteri elementi ritenuti meritevoli di conservazione e tutela.

Evidentemente la nostra Società ha ritenuto che anche quel poco che resta della masseria Valente non sia meritevole di essere tramandata al futuro, altrimenti non si sarebbe arrivati alla situazione odierna.

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