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Vivara: l’ASOIM si pronuncia dopo le dimissioni di Esposito

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L’isola di Vivara con Ischia sullo sfondo (foto fonte web)

Le dimissioni del dr. Rino Esposito dalla carica di Presidente dell’Ente Riserva Naturale dell’isola di Vivara rappresentano un momento di grande amarezza per tutti coloro che hanno a cuore le sorti della splendida isola vulcanica attaccata a Procida con un ponte.

Esse giungono dopo anni di impegno profuso dal Presidente Esposito in perfetta solitudine. È stato lasciato solo in un contesto estremamente complicato nel quale invece era necessaria la giusta attenzione di Ministero dell’Ambiente, oggi della Transizione Ecologica, e della Regione Campania.

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Una sentenza di alcuni anni fa ha definitamente sancito il passaggio della proprietà dell’isola dalla istituzione “Ospedale Francesco Albano” agli eredi del vecchio proprietario dell’isola che, di fatto, sono divenuti proprietari di un’isola disabitata ricoperta di una fantastica e incontaminata macchia mediterranea, crocevia strategico di rotte migratore di decine e decine di specie di uccelli dirette verso i quartieri riproduttivi dell’Europa settentrionale. Una realtà naturalistica che l’ha vista protagonista per decenni di studi ornitologici condotti da ornitologi di diverse nazionalità. Un’isola abitata fin da epoche pre elleniche come dimostrano gli interessantissimi scavi archeologici, senza dimenticare le successive presenze storiche testimoniate dal fortino napoleonico, dai resti del lazzaretto, dalla villa padronale.

Una tale ricchezza naturalistica e storica in un’isola disabitata ha pochi eguali in tutto il ricco mondo di piccole isole distribuite nel Mediterraneo. Una ricchezza che giustamente è stata sottoposta al vincolo di Riserva Naturale dello Stato agli inizi del XXI secolo. Può un tale patrimonio naturale, culturale e paesaggistico essere lasciato nelle mani di privati Vivara non può e non deve essere privata. Vivara deve essere una bene della collettività. Le istituzioni, ma anche i singoli cittadini, non possono abbandonare questo gioiello ad un destino incerto. Vivara deve divenire un bene pubblico, un bene degli italiani.

L’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale, nel ringraziare il dr. Esposito per l’impegno che ha profuso fino alla fine, chiede che Vivara venga salvata nella sua integrità e che l’apposizione del vincolo di Riserva Naturale dello Stato non sia un vincolo di carta ma reale.

Per fare ciò non c’è soluzione alternativa all’esproprio dell’isola da parte del Ministero della Transizione Ecologica o del Ministero della Cultura. Un atto dovuto alla bellezza, alla natura, alla biodiversità, alle nuove generazioni.

Lo slogan “la cultura non isola” adottato per Procida capitale della cultura rischia di risuonare vacuo se un’isola meravigliosa salvatasi dalla devastazione umana per l’azione di coraggiosi ambientalisti, torni ad essere un luogo isolato da tutto ciò che è natura e cultura. Un’isola che contribuisce a connettere Europa ed Africa con le migliaia di uccelli che la utilizzano per la sosta salvavita durante il lungo e pericoloso volo migratorio non può non essere un bene di tutti, tutelata rigorosamente proprio perché di tutti, anche delle nuove generazioni che verranno.

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