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Al capnapoliest Vera Vita Gioia presenta il lavoro di Domenico Salierno: “Spoiler / Silenzio 67”

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Il performer Domenico Salierno (foto fonte Alessandro Riccio)

“spoiler/silenzio 67” di Domenico Salierno è il prossimo evento al capnapoliest in via Luigi Martucci 79 a Barra, dal 13 ottobre a fine novembre 2022.

Prima apparizione del testo in un corto “silenzio, storia di una vergine” a Napoli film festival, durata 5 min, b/n. Il testo viene poi elaborato nel progetto drammalab, 2020, al Nuovo Teatro Sanità dove Salierno studia scrittura drammaturgica con Mario Gelardi. In una full immersion con il drammaturgo Francesco Nicolini, sempre all’NTS, nasce un testo “silenzio” di 40 minuti, scritto in dialetto napoletano, 2022.

Una sera d’estate, mentre siamo a cena nel giardino della bella casa/atelier, a pochi passi dal Real Orto Botanico, si palesano le belle sculture che fanno da scenario alla vita della terrazza, in bianco/grigio, alte, imponenti, ma umili e gentili, con le orbite scavate e le bocche chiuse o sgranate, mai violente, che richiedono attenzione, sentimenti, delicatezza, accoglienza. Sculture  che Salierno ha realizzato nel 1995 e 1996, alla fine del suo corso di laurea in scultura all’accademia di belle arti di Napoli.

Il Coro, composto da tre statue in gesso, ferro, plastica, stoffa, legno alte 235 cm. e Sculturodramma, trittico della stessa composizione, alte 170 cm.

Questa presenza si coniuga immediatamente alla lettura del testo “silenzio”, di cui discutevamo da tempo. Volevo rappresentare di Domenico la sua vera essenza poliedrica, il suo amore immenso per la scrittura drammaturgica, il più delle volte in dialetto napoletano. Forte l’influenza di Annibale Ruccello, drammaturgo da lui seguito con rispetto e sintonia.

Domenico Salierno si riaffaccia in questo lavoro, spoiler/silenzio 67, con una sintesi, in un momento maturo della sua vita personale e lavorativa, alla ricerca di equilibri e nuove armonie. Mai si riesce a definire drammaturgo o attore o scultore o video maker. Sono tutte versioni di un’unica personalità visionaria, che nella periferia, dove aveva cercato consenso, in adolescenza, di quegli amici più grandi, aveva invece  compreso di avere una storia tutta sua, indipendente ed originale, fatta di personaggi a volte improbabili, ma tutti degni di una parte da protagonisti, in quel suo mondo, che ancora oggi non fa distinzioni, ma apprende nelle differenze.

Salierno racconta al capnapoliest il prologo di “Silenzio”, frasi da cogliere, cariche di saggezza, poesia e profondità.

Il prologo, che dura 12 minuti, è lo spolier dell’intero dramma.

Il Coro e Sculturodramma sorvegliano.

Accanto a lui Alessandro Riccio, suo compagno dall’anno 2000.

Con Alessandro ha creato con l’unione civile, nel 2015, uno status sociale di famiglia, ripresa dal programma televisivo Stato civile, su Rai 1 con la regia di Riccardo Brun.

Nel 2004 Domenico e Alessandro scoprono la sieropositività. Si danno  all’impegno sociale, vista l’assenza di informazioni sulla tematica: contrasto allo Stigma, informazioni e sensibilizzazione su HIV. Aids, utilizzando anche il linguaggio dell’arte; nelle scuole, congressi  nazionali, luoghi d’arte.  Impegno che continua.

Per incompatibilità si distaccano dai network, ma proseguono come sportello autonomo utile per chiunque abbia bisogno di sostegno e orientamento.

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