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Molaro e Carcavone due perle nel fango

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Uno scorcio panoramico di via Veseri (foto di C.Teodonno)

Tra Pollena e Massa continuano gli scarichi illeciti di rifiuti in queste due preziose aree rurali, con grave danno per l’agricoltura locale e un patrimonio naturalistico e paesaggistico unico, tutelato più sulla carta che nella realtà dei fatti.  

È un vero peccato riscontrare che contesti importanti dal punto di vista paesaggistico come la zona dell’alveo Molaro e del Carcavone versino ancora in condizioni a dir poco pietose. Stiamo parlando di una zona compresa tra i comuni di Massa di Somma e di Pollena Trocchia, circoscritta dalle vie omonime Molaro e Carcavone, includendo via Veseri e via Castelluccia.

Più volte abbiamo sottolineato, segnalandolo tra le pagine di questo giornale e ai diretti interessati, quanto fossero importanti questi luoghi, anello di congiunzione tra le fertili campagne della zona pedemontana e il bosco mesofilo del Somma ma l’inciviltà, il lavoro sommerso e l’abbandono da parte delle istituzioni sono oramai evidenti. Ricordiamo che stiamo parlando di un contesto rurale interno all’area del Parco Nazionale del Vesuvio e che accoglie anche quel che rimane delle strutture di ingegneria idraulica del 1906 realizzate dal genio civile dopo la disastrosa eruzione del 1906 e le successive colate di fango che colpirono queste zone; opere che implementarono le precedenti e insufficienti briglie borboniche del 1840.

Salendo lungo via Veseri, alla sinistra del grosso collettore, dopo poche decine di metri si apre una micro-discarica, alimentata continuamente con materiale di risulta edilizio ma anche domestico e di carrozzeria. Il culmine dello scempio lo troviamo però quasi a monte della via, là dove questa s’affaccia sul vallone del Carcavone, è quì che troviamo una “cascata di monnezza”, visibile anche su Google earth. Questa discarica di rifiuti di vario genere e pericolosità, si trova in buona parte nel comune di Massa, ed è un pugno nell’occhio per chi, da via Carcavone, si accinge a visitare i famosi conetti vulcanici e, anche in questo caso, viene costantemente alimentata in barba al sistema di videosorveglianza di ultima generazione posto all’ingresso delle aree in questione.

La stessa via Carcavone, di per sé zona di scarico incontrollato di rifiuti e in una zona che accoglieva una discarica abusiva, non gode di sorte migliore con grave danno di un luogo assai prezioso dal punto di vista geologico e a detrimento di chi per anni ha cercato di tutelarlo e a farlo conoscere al mondo e preservarlo dallo scarico selvaggio dei rifiuti.

La situazione non cambia di molto quando giunti all’incrocio con via Castelluccia ridiscendiamo verso l’alveo Molaro, solo la vegetazione stende un velo pietoso su quanto di peggio il genere umano è stato capace di fare per interesse e ipocrisia.

Non possiamo fare altro che segnalare ancora una volta questo atto di violenza verso un territorio che solo nominalmente è in area parco e che potrebbe offrire molto dal punto di vista turistico e agroalimentare.