Home Ambiente Il Parco Nazionale del Cilento e il pennello selvaggio

Il Parco Nazionale del Cilento e il pennello selvaggio

646
Mistificazione della segnaletica lungo un sentiero del PNCVDA (foto fonte web)

La segnaletica in montagna è un qualcosa di fondamentale per chi segue un sentiero ma spesso questa precisa ed utile attività viene presa sottogamba da chi, magari anche in buonafede, non ha la giusta competenza per svolgere questo compito.

In base a numerose segnalazioni pervenute presso la nostra testata da parte di soci CAI e di altri fruitori della sentieristica del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e dopo visione diretta di alcuni post facebook notiamo con sconcerto che l’ambiente montano e la salvaguardia degli escursionisti vengono messi ancora una volta a repentaglio e il tutto fatto con estrema leggerezza e in certi casi con l’avallo delle amministrazioni locali.

Così come è possibile verificare dalle immagini allegate, per alcune associazioni la messa in opera della segnaletica è un qualcosa di ludico più che di tecnico, causando non solo confusione ma anche e soprattutto pericolo per chi si avventura lungo un sentiero di montagna, creando confusione sull’interpretazione dei segnali.

La segnaletica è un qualcosa di molto serio e non solo perché questa va utilizzata con parsimonia e criterio, evitando di divenire un qualcosa di estraneo al contesto naturale se non addirittura inquinante (vedi l’abuso di vernici spray e nastrini) ma deve avere i suoi criteri di razionalità ed efficacia tali da permettere una corretta e sicura fruizione del sentiero. La segnaletica deve avere caratteri comuni ed identificabili da tutti e non deve essere un momento di estemporaneo esercizio stilistico ma un’azione concreta di persone che sanno ciò che fanno, proprio come accade nella convenzione tra PNCVDA e il CAI e comunemente in uso in gran parte delle aree protette italiane e dalle maggiori confederazioni escursionistiche del Paese.

È auspicabile quindi una presa di coscienza da parte degli stessi autori di questi scempi ed azioni concrete da parte dell’Ente Parco e le altre autorità competenti per evitare che tali pratiche divengano prassi consolidata e pericolosa.