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Il Vesuvio e Il suq di Quota 1000

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Rifiuti indifferenziati in zona A del PNV (foto di C.Teodonno)

Purtroppo l’accesso al Gran Cono del Vesuvio continua ad essere un pessimo biglietto da visita per il nostro turismo; l’assenza di bagni per le migliaia di turisti che transitano per i tornelli rotti, l’immondizia e il bagarinaggio mostrano la disparità tra la visione ufficiale di quel contesto e la squallida realtà.

Ieri mattina ci siamo recati presso l’accesso al Gran Cono del Vesuvio per verificare la situazione da noi descritta in un nostro precedente articolo sul bagarinaggio a Quota 1000. Mentre la situazione a quota 800 pare esser tornata alla normalità, dove finalmente un dipendente del comune di Ercolano regola e controlla gli accessi, a Quota 1000 le cose non cambiano: centinaia di turisti allo sbando; bus incastrati come in un tetris; i tornelli che non funzionano e, coperti da tempo con buste di plastica nera, sono sostituiti dal controllo manuale degli addetti; zero bagni e soprattutto tanta, tanta monnezza!

“Bancariello” del bagarino a Quota 1000 (foto di C.Teodonno)

Ma abbiamo trovato anche il bagarino di cui sopra che, al suo bancariello estemporaneo, estorceva un esoso supplemento agli ignari e confusi turisti. Ma con nostra grande sorpresa, davanti ai nostri occhi, questo veniva prontamente fermato da due carabinieri in borghese che lo hanno poi allontanato dalla sua postazione abusiva per prendergli le generalità e scoprire il suo losco traffico. Ciò dimostra che le criticità, quando queste vengono mostrate, possono, se non dico risolte, almeno essere affrontate se ognuno fa onestamente la sua parte nella logica del confronto democratico. Resta da capire come mai il cinquantaquattrenne di Torre del Greco riuscisse ad agire così indisturbato e a gestire da solo tutti quei biglietti.

Quello che manca ancora, e che rende Quota 1000 degno dei peggiori scenari turistici immaginabili, è l’assenza dei bagni che costringe i turisti ad intasare la toilette dell’unico bar presente sul posto o espletare le proprie esigenze fisiologiche all’aria aperta. Infine, per ultimo, ma non meno importante, la tanta immondizia che tracima dai cassonetti, altro che plastic-free; altro che sterili slogan, il passaparola nel turismo non perdona!