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Ottaviano, l’assurdità di una gara automobilistica nel Parco Nazionale del Vesuvio

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Tracciato della gara automobilistica di slalom in piena area PNV (ricostruzione grafica su Google maps)

Ancora una volta si è costretti ad assistere allo spregio di legge e natura, l’amministrazione di Ottaviano autorizza una gara automobilistica nell’area protetta e senza avvertire l’ente parco.

A volte ci si chiede cosa sia un parco nazionale per chi lo vive e chi lo frequenta, e siamo sicuri che avremmo molte risposte differenti e molto lontane dall’etica, dalla norma e dal buon senso, come del resto accade un po’ per tutte le questioni se trattate a mo’ di bar dello sport. Il vero problema però sorge nel momento in cui a ragionare in tal senso sono le amministrazioni locali che pure dovrebbero gestire al meglio l’area protetta.

A va bene che la strada che porta a Quota 1000 sia diventata, in virtù di un mal interpretato concetto di sviluppo, una strada cittadina con auto, bus, moto e annessi parcheggi gestiti dal comune di Ercolano; e va pure bene sopportare che, sempre per mal celato interesse, si permetteva e si permetterà ancora, non appena la Matrone sarà riaperta, di ripercorrerla con gli inquinanti bus 4×4, così come le lobby del boschese comandano ma, permettere di attuare una gara in area parco, non s’era mai visto prima da che parco è parco.

Un primo precedente stava per verificarsi nel 2011 allorquando il Parco Nazionale del Vesuvio, presieduto allora dal Prof Ugo Leone, negava lo svolgimento di un autoraduno proprio là dove oggi e domenica è prevista la gara di Slalom. Del resto la realizzazione di una gara automobilistica cozza sonoramente contro la legge 394 e il regolamento del piano del Parco, come giustamente fanno notare presidente, direttore e la complementare Legambiente; dall’altra parte c’è però il comune di Ottaviano che sostiene che tali vincoli non sussistono sulla strada provinciale sede della corsa.

Sarebbe invece bastato anche un minimo di buon senso per capire quanto il rombo dei motori e le loro emissioni nocive possano essere incompatibili in un’area protetta, e questo anche senza essere tacciati di essere ottusamente ambientalisti, vista l’importanza, soprattutto alle nostre latitudini, del rispetto di una  semplice quanto essenziale legalità, ma appare ben chiaro che tutto ciò, all’amministrazione di Ottaviano, non interessa.

Eppure il sindaco Luca Capasso era stato anche presidente della Comunità del Parco e avrebbe dovuto, da uomo di legge, conoscere la prassi normativa ma alla tracotanza di auto e moto, che di spazio ne hanno già in abbondanza a valle, non c’è rimedio e il parco, ancora una volta, resta guardare.