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Monte Somma, la strada delle baracche rischia di scomparire

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Grande frana sul sentiero n°3 del PNV

Il sentiero n°3, l’antico stradello delle baracche, una realtà tanto antica quanto delicata, ora rischia di scomparire sotto il peso delle frane. Le FOTO e i VIDEO

L’emergenza covid ha messo tutto in secondo piano e, solo ora che pare si stia aprendo un varco per un’uscita da questo blocco totale, si accumulano tutte le problematiche createsi durante la quarantena ma anche quelle di sempre, mai affrontate, si ripresentano ora più pesanti che mai.

Inutile quindi sperare che la logica della priorità e del “abbiamo-ben-altro-a-cui-pensare” non prevarrà, ancora una volta, davanti alle istanze di coloro che, in verità da sempre, pretendono più rispetto e tutela per l’ambiente e delle tematiche ad esso connesse. In verità la logica dell’emergenza pare che sia quella che porta avanti l’Italia, poiché, se un problema non diventa tale, se non è un’emergenza, sembra che questo non debba essere affrontato per cui ci chiediamo, vista la gravità e l’annosità del problema del dissesto idrogeologico del Somma, quando ci si muoverà in tal senso?

Per fortuna c’è chi, in maniera meno ottusa, si occupa costantemente di monitorare il territorio e, con la speranza di non essere delle cassandre, segnala quelle emergenze che, per i motivi più svariati, non tutti vedono o non vogliono vedere.

Già lo scorso gennaio segnalammo su queste pagine lo stato precario del sentiero che porta da Santa Maria a Castello fino alla Traversa, nel comune di Somma Vesuviana, situazione che in base a un nostro successivo sopralluogo appare ovviamente peggiorata, vista anche la mancata “manutenzione” per le devozioni mariane che ovviamente quest’anno non ci sono state. Purtroppo anche lo stradello che storicamente viene chiamato “delle baracche”, la parte bassa del n°3 del PNV che confluisce nella Traversa agli 800 m.slm. e che proviene, con i suoi circa 6 km di lunghezza, da Ercolano, attraversando i comuni di Massa di Somma, Pollena Trocchia e Sant’Anastasia, è in condizioni di pericolo poiché, oltre ai numerosi smottamenti in atto lungo buona parte del sentiero, ci sono state in questi mesi almeno quattro grosse frane che ne hanno letteralmente annullato il tracciato.

Purtroppo, lavori palliativi di sbancamento a monte e riempimento a valle, anch’essi da noi segnalati, non hanno fatto altro che aggravare la situazione, danneggiando i due versanti. Gli incendi dell’estate 2017 stanno mostrando i loro effetti collaterali maggiori, quelli riscontrabili nel lungo periodo, quelli del dissesto idrogeologico.