Home Terzigno Vesuvio, sfregio alla Schiattatura

Vesuvio, sfregio alla Schiattatura

1551
Immagini dei danni provocati dal cingolato (foto di Pasquale Datura)

Il passaggio di un cingolato ha danneggiato seriamente la “Schiattatura”, una fenditura vulcanica che si apre sul versante di Terzigno. Atto vandalico o fatale distrazione?

Come al solito a monitorare il territorio vesuviano sono i suoi unici fruitori, escursionisti, bikers e runners, coloro che realmente hanno a cuore l’integrità del suo fragile ecosistema. Ed è così che, in una delle ricognizioni lungo gli splendidi sentieri vesuviani, alcuni appassionati rinvengono le tracce di un cingolato lungo uno stradello sul versante est del Vulcano, nel comune di Terzigno e il risultato di quel suo passaggio. Il mezzo ha lambito la “Schiattatura” facendone crollore parte della volta come si può chiaramente vedere dalle immagini allegate.

Ma cos’è la Schiattatura? Al di là del colorito toponimo, possiamo dire che il Vesuvio, per ovvie ragioni vulcaniche, è pieno di fenditure che, in particolari condizioni climatiche, quelle che favoriscono il contrasto termico, si trasformano in fumarole, generalmente di vapore acqueo. Di queste interessantissime conformità della crosta terrestre, se ne conoscono tante, come ad esempio quelle di San Sebastiano in via Panoramica Fellapane e ad Ercolano a monte di via San Vito o ancora il famoso “Spacco della lava” in quel di Ottaviano tutte con storie e leggende metropolitane annesse.

Anche la Schiattatura ha avuto i suoi narratori, uomini innamorati di ogni singolo anfratto della loro e della nostra Montagna rimasti allibiti davanti al veder deturpato il patrimonio geologico vesuviano.

La zona in questione è molto probabilmente in area privata, a oriente della Strada Matrone (il sentiero n°6 del PNV) e quindi fuori dalla riserva integrale della già UTB di Caserta data in gestione ai CCFF. I proprietari dei molti terreni privati presenti anche lungo le pendici alte del Vesuvio stanno operando su imposizione delle amministrazioni locali per ovviare ai danni successivi al grande incendio dell’estate 2017. Non resta da capire se il danno all’interessante fenditura non sia dovuto che ad un incauto passaggio di un mezzo da lavoro o alla follia di qualcun altro; è comunque probabile che ci siano ripercussioni e denunce per evitare che, per una corretta pratica di contenimento dei danni post incendio, si apportino ulteriori danni ad un territorio già di per sé martoriato.